Regaliamo un Bellinzonese unito
Mercoledì 30 Settembre 2015

A metà del prossimo anno inaugureremo Alptransit. Una vera fortuna per chi come me fa il pendolare (o quasi) tra la Svizzera interna e il Ticino, ma più in generale un'opera avveniristica per cui dobbiamo ringraziare politici lungimiranti. Oggi politici altrettanto lungimiranti, tutt'altro che semplici "amministratori locali", propongono un progetto di aggregazione fondamentale per il Bellinzonese. Un progetto partito dai comuni della cintura e costruito insieme, non la solita aggregazione. Lo stesso spirito aggregativo ha già favorito anche l’atteso potenziamento del trasporto pubblico nella nostra regione.

Opere come Alptransit racchiudono molte opportunità ma anche dei rischi, per questo necessitiamo un’entità comunale sufficientemente forte e credibile per trattare con il cantone e la confederazione.

Il nostro Paese evolve, le sfide si moltiplicano e nessuno ci aspetta: farsi valere, o perlomeno farsi ascoltare, sarà quindi sempre più difficile. In questo contesto stare fermi è sinonimo di regressione.

Un esempio fra tutti riguarda proprio AlpTransit e la circonvallazione del Bellinzonese così come prevista inizialmente: se saremo uniti avremo molte più possibilità di vederla realizzata.

Le fondamenta per un futuro più solido e razionale vanno poste anzitutto nell’interesse delle future generazioni. Oggi ogni Comune pianifica il proprio territorio, con la propria zona residenziale e quella industriale. Manca però una visione d’insieme per una regione in cui da anni non si riconoscono più nemmeno i confini. Lo spazio non è infinito e se vogliamo preservare le aree verdi questa aggregazione è meglio di 100 referendum.

Alcuni potrebbero pensare alla “calla neve” che ora libera le strade del loro comune in poche ore e temere che dopo passerà più tardi. Ma io sogno un nuovo comune che riesca a cogliere le opportunità che ci riserverà il futuro, riuscendo a esprimere tutto il potenziale della nostra regione. Infatti, non si può essere progettuali con 17 municipi e altrettanti legislativi da cui deve passare ogni decisione e ogni problema, sicuramente non diverso che negli altri comuni. Per non parlare delle 1'470 cariche pubbliche che rappresentano solo uno degli sperperi che possiamo evitare attraverso una razionalizzazione delle risorse. Bisogna inoltre analizzare l’aggregazione con un approccio olistico: i 17 comuni oggi possono permettersi investimenti netti per quasi 20 milioni, mentre per il nuovo comune sarebbero ben il 25% in più, e questo semplicemente unendoci in un’unica entità.

Sogno un nuovo comune che con responsabilità e dignità potrà anche invertire la preoccupante tendenza che vede i contributi di livellamento aumentare a vista d’occhio. Non è responsabile dipendere da questi contributi, i quali per i comuni che non si aggregano non sono nemmeno garantiti.

Finora la nostra regione è rimasta ferma al palo. Il 18 ottobre ognuno può continuare a guardare il proprio campanile, facendo finta di non sapere che tanto la Sagrada Familia si trova altrove, oppure possiamo garantirci un futuro condividendo finalmente fino in fondo sogni e preoccupazioni di un destino che è già comune. Non manchiamo questo appuntamento con la storia; possiamo limitarci ad avere 17 amministrazioni comunali oppure iniziare a progettare insieme la nostra Sagrada Familia. Ma non facciamolo per noi: è il nostro regalo alle future generazioni.

 

Fabio Käppeli,

Presidente GLRT e deputato PLR in Gran Consiglio