Legge sui trasporti pubblici, NO alla tassa di collegamento di Fabio Käppeli
Mercoledì 1 Giugno 2016

Sono state settimane di dibattito acceso sulla tassa di collegamento, come raramente avviene in occasione di votazioni cantonali. Sono state dette tante cose, alcune anche un po’ tirate per i capelli. Seguendo il dibattito penso si possano concludere tre cose importanti.

La tassa colpisce noi cittadini: sono i promotori della tassa stessi che lo auspicano (alcuni di loro da anni) e che sostengono che l’automobilista ticinese vada finalmente disincentivato dall’utilizzo della propria vettura. Il Governo stesso ha dichiarato che chiamerà alla cassa i dipendenti dello Stato e delle aziende parastatali: questo non sorprende anche perché se così non fosse e il Governo dovesse “autopagarsi” la tassa, gli introiti previsti non verrebbero racimolati. E ancora: il sindacato OCST (Organizzazione cristiano sociale ticinese) si è espresso contro la modifica della legge proprio poiché teme – o ha segnali concreti – che questa imposta si ripercuota direttamente sui lavoratori ticinesi, mentre anche la “libertà di voto” di UNIA indica chiaramente che al di là di tutto chi difende i lavoratori non può essere a favore di questo progetto.

Il secondo elemento riguarda la crassa ingiustizia e discriminazione che introduce questa nuova imposta: non segue nessuna logica, non tocca chi ha più disponibilità (anzi), e non tocca chi inquina maggiormente. Colpisce le famiglie, i lavoratori e i consumatori a macchia di leopardo. Se ad esempio un cittadino che abita a Bellinzona lavora a Mendrisio in un’azienda che ha 40 posteggi e utilizza la macchina per coprire i suoi 90 km (benché avesse l’opzione del trasporto pubblico) non pagherà la tassa, ma colui che abita in Val Verzasca e scende sul piano di Magadino (andata e ritorno circa 15 km) per lavorare in un’azienda con 50 posteggi pagherà fino a 1000 franchi all’anno. Ma con quale logica? Saranno toccati tutti (chi non paga la tassa al posto di lavoro la paga nel tempo libero) ma soprattutto i lavoratori, le classi sociali inferiori e il ceto medio.

Il terzo fattore è, per certi versi, il più grave: la nuova tassa non risolve il problema, ma ci sta illudendo. Il problema del traffico in alcune zone del Cantone è grave e penalizza cittadini ed economia. Sono necessarie, a breve, soluzioni urgenti, pragmatiche e concrete. Chi pensa che tassare 30'000 posteggi (in Ticino vi sono 315'000 automobili!) contribuisca a risolvere il problema del traffico è miope o in malafede. Sicuramente non aiuterà a risolvere davvero una situazione problematica sotto gli occhi di tutti, la cui soluzione verrà ritardata da questa misura che getta unicamente sabbia negli occhi della popolazione.

Da parte mia spero vivamente e con tutto il cuore che il popolo ticinese voti NO alla modifica della legge sui trasporti pubblici questo fine settimana, affinché si possa serenamente tornare a parlare di mobilità lasciando da parte tasse e imposte a beneficio di conti pubblici che vanno prima di tutto riassestati. Questo è il compito del Governo e di noi Granconsiglieri.

 

Fabio Käppeli, Deputato PLR in Gran Consiglio